La sua opera pittorica testimonia una precoce sintesi tra la fluidità lineare di Filippo Lippi e la plastica saldezza compositiva del Verrocchio, dei quali fu allievo. Il linguaggio vibrante e sottilmente intellettuale che caratterizza la sua produzione degli anni 1470-1485 riflette emblematicamente la tensione fantastica della Firenze umanistica, volta alla trasfigurazione platonica della realtà in bellezza e in mito. La tensione ritmica ed espressiva che caratterizza la successiva produzione di Botticelli esprime invece le tensioni e i limiti degli ideali umanistici nel contesto di una rinnovata spiritualità pietistica di matrice savonaroliana. Tra le opere dell’artista si ricordano la celebre Primavera (1477-1478), la Nascita di Venere, la Madonna del Magnificat (1481-1482), conservate presso gli Uffizi di Firenze, e, tra le opere più tarde, la Pietà (1495), oggi al museo Poldi Pezzoli di Milano.