Vano ricavato fra le mensole che sostenevano il parapetto del cammino di ronda delle mura. Da tale vano si facevano cadere sugli assalitori pietre, olio bollente, dardi.
Soprannominato Caifa, genero di Anna, ricoprì la carica di sommo sacerdote dal 18 al 36 d.C. nel sinedrio che condannò a morte Gesù. Secondo il Vangelo di Matteo complottò l’arresto di Gesù e lo interrogò dopo averlo fatto portare nella propria casa. Secondo il Vangelo di Giovanni avrebbe falsamente motivato la condanna di Gesù come conveniente per prevenire tumulti pericolosi, ovvero per il bene comune. Secondo gli Atti degli Apostoli fu presente al giudizio di Pietro e di Giovanni.
(Milano, documentato nella seconda metà del XV secolo) Milanese di nascita e morto nella stessa città dopo il 1507, giovanissimo entrò nell’ordine dei Minori Osservanti e fu guardiano di vari conventi della Lombardia. Dal 1477 al 1478 venne inviato quale guardiano del Santo Sepolcro sul monte Sion a Gerusalemme; al suo ritorno attuò il progetto di ricostruire sul monte di Varallo una nuova Gerusalemme, che riproducesse quella reale. Fu poi vicario generale di Milano e venne inviato dalla Chiesa di Roma per importanti missioni in Spagna, in Croazia e in Bosnia. Venerato come beato, è tutt’ora in corso la causa per la santificazione.
Suppellettile ecclesiastica costituita da una coppa sostenuta da uno stelo e provvista di base. Viene usato per il vi-no che, durante la celebrazione eucaristica, diviene il sangue di Cristo. Le esigenze liturgiche richiedono che la coppa sia costituita d’oro o d’argento e dorata internamente, mentre per il fusto possono essere usati altri materiali, esclusi il vetro e l’avorio, perché non incorruttibili. V. anche patena
Contenitore per liquidi di forma aperta, composto da una coppa sostenuta da un alto stelo con base circolare.
Imperatore romano dal 37 al 41 d.C. Figlio di Germanico e di Agrippina Maggiore e discendente dalla famiglia di Augusto (v.), dopo la morte del padre venne adottato da Tiberio (v.) in vista della successione al trono, nel segno della continuità con il fondatore dell’Impero. Il suo regno fu tuttavia
improntato a scelte politiche in contrasto con quelle dei predecessori, caratterizzate da un assolutismo di stampo orientale e da atti di crudeltà eccessiva, che gli alienarono il favore del Senato e dell’esercito fino alla congiura che ne causò la morte.
Termine latino (Calvariae locus) che traduce la trascrizione greca del nome ebraico-aramaico Golgota che significa «cranio». Indica il luogo, situato fuori dalle mura di Gerusalemme, nel quale Gesù patì. Il nome sembra trovare spiegazione nel tipo di conformazione a ciottoli del piccolo monte sul quale venne eretta la croce; Origene spiega invece il termine dal fatto che su quel monte era stato seppellito il cranio di Adamo. Quando Costantino costruì l’Anàstasis, la santa croce presente sul Calvario rimase all’aperto. Sembra che questo santo luogo venisse inglobato nella chiesa del Santo Sepolcro soltanto nel 1009, quando Costantino Monomachos la fece riedificare dopo che era andata distrutta per mano dei musulmani.
Lunga veste liturgica di lino bianco usata nella celebrazione della Messa e in altre funzioni eucaristiche.
Piccola campana portatile provvista di impugnatura che serve da segnale durante le celebrazioni.
Sostegno in legno, metallo, ceramica o altro materiale, destinato a reggere una sola fiamma o, quando sia collocato sull’altare, anche più fiamme e di piccole dimensioni.
Nelle chiese cristiane, parte sopraelevata riservata ai cantori. Si trova in genere vicino all’organo, nella parte presbiteriale o sulla parete dell’ingresso principale.
Filo ritorto a spirale, ricoperto di un bagno d’argento, d’oro o rame e impiegato per ricami preziosi.
Elemento architettonico strutturale, che collega un elemento verticale – in genere una colonna (v.),ma anche un pilastro (v.) – con un elemento orizzontale, detto architrave o epistilio (v.). Nel mondo antico, la forma del capitello e il suo apparato decorativo erano codificati in relazione all’ordine architettonico, ovvero alle norme che regolavano in un sistema armonico la composizione architettonica. Si distinguono dunque il capitello dorico, semplicemente geometrico, il capitello ionico, decorato da volute (v.), il capitello corinzio, con decorazione di foglie di acanto, il capitello tuscanico, variante italica del capitello dorico, il capitello composito, commistione di tipi diversi frequente in epoca romana.
Spazioso ambiente destinato, in un convento, in un monastero (v.) o in una cattedrale, alle riunioni del capitolo (collegio dei canonici e dei monaci).
Libro che raccoglie, divise in capitolazioni, notizie storiche relative alla fondazione e tutte le norme che regolano la vita quotidiana e le funzioni religiose di un ordine.
Collegio e assemblea di canonici, frati o religiosi, appartenenti a una cattedrale o collegiata. Il termine indica anche il luogo in cui si tiene l’assemblea. Il libro dei c. è la raccolta delle deliberazioni di tale collegio. (v.)
Struttura architettonica, anticamente in legno, costituita da tre travi disposte a triangolo, per sostenere tetti a spioventi.
Imperatore romano dal 211 al 217 d.C.Figlio di Settimio Severo (v.) e di Giulia Domna, Caracalla divenne imperatore alla morte del padre insieme al fratello Geta (v.), che fece uccidere dopo un fallito tentativo di divisione dell’impero. Il suo breve regno, concluso dalla sua uccisione, fu segnato dalla necessità di continue spedizioni militari e dalla crisi finanziaria che portò ad un peggioramento della situazione economica. La Constitutio Antoniniana del 212 d.C., che estese la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’Impero con importanti conseguenze politiche e sociali, è da considerare l’atto più importante del suo principato.
Elemento architettonico strutturale verticale, che costituisce una forma particolare di colonna (v.), configurata a figura femminile, in genere una kore (v.), che sostiene con la testa il peso dell’epistilio (v.), senza mostrare sforzo o sofferenza, a differenza del corrispondente maschile, il telamone. Il nome appare legato alle donne della città di Carie nel Peloponneso, deportate in schiavitù dagli altriGreci come punizione per l’appoggio fornito dalla città ai nemici Persiani.
Scultore e restauratore, Francesco Carradori si formò a Firenze e successivamente a Roma, in un ambito culturale tardo-barocco fortemente influenzato da tendenze classiciste. Ispirate all’antico sono già le sue opere giovanili, piccoli gruppi scultorei a tema mitologico e rilievi eseguiti a Roma. Successivamente egli si cimentò nella realizzazione di copie di opere classiche, alcune delle quali oggi a Palazzo Pitti, e nel restauro dimarmi antichi per la collezione granducale.
Termine che indica ciascuna delle tre parti costituenti la celebrazione eucaristica. Dal XVI secolo indica anche la tabella appoggiata sull’altare durante la Messa come promemoria delle formule che il sacerdote deve pronunciare.
Tecnica di lavoro plastico che prevede l’impiego di carta e stracci un tempo impregnati di colla di farina e, attualmente, di colla vinilica.
Nome indicante ciascuna delle tre formule delle parti fisse della celebrazione eucaristica. Si intende anche la cartella che, dal xvi secolo, viene usata sull’altare durante la messa, come promemoria delle formule.
Elemento decorativo, disegnato o scolpito, che riproduce una pergamena o un rotolo, disteso o avvolto, sul quale sono riportati passi biblici, iscrizioni o stemmi.
Nelle città medievali, edificio di proprietà di una famiglia nobile, fortificato e sopraelevato a scopo difensivo.
Scomparti incavati nel soffitto, solita- mente a forma di quadrato o rettangolo, disposti in maniera regolare.
Antico mobile costituito da una cassa rettangolare con coperchio a cerniera, in uso nell’arredamento dal XIV fino al XVII secolo per riporvi arredi, abiti, denari o altro, serviva anche come sedile.
Scultore di epoca barocca, fu attivo a Firenze dove ottenne commissioni sia per opere destinate all’ambito profano, sia a quello sacro: intervenne ad esempio, insieme ad altri artisti, nel completamento della decorazione, iniziata da Antonio Novelli nella prima metà del Seicento, della chiesa di San Gaetano in piazza Antinori, raro esempio di complesso barocco ancora integro di Firenze.
Nel 1395 aveva eseguito alcuni affreschi nel Palazzo comunale di San Miniato e, nel 1410, aveva decorato l’oratorio della Croce a Volterra riprendendo, nella tipologia, lo stesso schema e soggetto adottato qualche anno prima da Agnolo Gaddi nelle Storie della Croce dipinte nell’abside di Santa Croce a Firenze. Fu particolarmente attivo nel contado fiorentino e autorevole esponente della pittura toscana e fiorentina derivata da Nardo di Cione e Agnolo Gaddi. Un cospicuo numero di opere attribuite all’autore si trova in tutto il territorio della Valdelsa.
Generalmente con il termine centina viene definita un'armatura provvisoria a forma di arco che sostiene le volte durante la loro costruzione. Lo stesso termine indica però anche la curvatura di un pezzo di legno o ferro da costruzione.
Termine che designa una serie di prodotti ottenuti con un composto di diversi materiali, quali argille, feldspato, sabbia, ossido di ferro, allumina, quarzo. Dopo la foggiatura e l’essiccazione viene cotta in forno: si ottiene così il biscotto, che può poi essere decorato con smalti e ricoperto di vernici. Fra i vari tipi di ceramica vi sono quelli a pasta compatta (come i gres e le porcellane), con bassissima porosità e buone doti d’impermeabilità, e le ceramiche a pasta porosa (terraglie, maioliche e terrecotte).
In senso stretto, panno avvolto inmodo da formare un anello, da posare sulla testa per sostenere un peso; può indicare per traslato una qualsiasi benda avvolta intorno alla testa o un’acconciatura composta da ciocche disposte in circolo attorno al capo.
Nato da famiglia senatoria ma priva di influenza per lamorte prematura del padre, Cesare seppe coagulare intorno a sé il favore popolare, grazie al quale intraprese una brillante carriera politica. Il patto stretto con Pompeo eCrasso, noto come primo triumvirato, degenerò nella guerra civile.Cesare riuscì a prevalere sugli avversari e stabilire il proprio potere personale, governando lo stato attraverso la nomina a dittatore e accentrando su di sé diversi incarichi statali. Accusato di voler stabilire unamonarchia, cadde vittima di una congiura senatoria.
Fine lavoro di decorazione di un oggetto metallico, ottenuto tramite il cesello, piccolo scalpello d’acciaio con punta arrotondata, provvisto di testa variamente sagomata a seconda della forma cercata che, battuto con un martelletto, imprime la superficie metallica senza inciderla.
Strumento non tagliente e di fogge differenziate che, battuto con un martelletto su una lastra metallica, abbassa la sua superficie senza asportarne la materia. anche cesellatura, sbalzo e fusione.
Strumento a corda composto da una cassa di risonanza provvista di due elementi a forma di corno che sorreggevano una sbarra trasversale, su cui erano tese le corde. Queste ultime, in numero variabile a seconda delle epoche, erano pizzicate con un plettro.
Essere angelico con l’incarico di vigilare l’ingresso dell’Eden; due di essi, in forma dorata e con le ali, venivano posti sull’Arca dell’Alleanza. Alcune figure colossali rappresentati i cherubini erano presenti nel Sanctum Sanctorum (luogo più santo e segreto) del Tempio di Salomone. Generalmente vengono rappresentati da una figura composta di quattro facce raffiguranti: l’uomo, l’aquila, il leone e il toro alato.
Elemento essenziale in un monastero, è lo spazio dedicato alla ricreazione e alla meditazione dei monaci. Di forma quadrilatera, è formato da un portico che racchiude un giardino, in mezzo al quale si trova un pozzo.
Indossato sia dagli uomini che dalle donne, il chitone è una veste composta da un panno rettangolare avvolto e drappeggiato sul corpo, fermato in genere da spille lungo i fianchi e le braccia e da una cintura in vita, esistente sia nella variante lunga fino al ginocchio sia in quella lunga fino a terra.
Dea orientale, di origine anatolica, compagna di Attis (v.), legata al culto della fecondità e rappresentata concoronamurale (v.) e accompagnata da leoni, spesso designata con l’epiteto di Grande Madre. Il suo culto si diffuse nel v secolo a.C. Nel mondo greco, dove fu avvicinata e assimilata a Demetra (v.), e assunse una notevole importanza nel mondo romano, soprattutto nel periodo imperiale.
Piccola edicola nella quale è custodita l’ostia consacrata; posta al centro dell’altare, ha forma di tempietto ed è chiuso da sportello solitamente finemente decorato.
Scultore, originario di Gambassi, giunto a Firenze nel 1611, divenne allievo prima di Cosimo Fancelli, e, successivamente, di Pietro Tacca, presso il quale lavorò per sette anni. Divenuto cieco intorno ai venti anni si ritirò nel proprio paese natale, dove trascorse un lungo periodo di inattività, durato circa dieci anni. Quindi tornò nuovamente a lavorare alla scultura in terracotta ed eseguì numerosi ritratti. Grazie alla fama ottenuta per i lavori eseguiti a Roma ottenne, nel 1637, la cittadinanza volterrana. Tra le sue ope-re si ricordano Santo Stefano per la chiesa fiorentina di Santo Stefano al Ponte a Firenze; il busto di papa Urbano VIII, eseguito a Roma nel 1637 e custodito oggi presso la stessa città nella collezione Barberini.
Pittore e architetto, studia la maniera del Barocci, del Correggio e di Tiziano sui quali aggiorna l’accademismo della tarda Maniera fiorentina. Fu anche allievo e collaboratore di Buontalenti; tra le sue realizzazioni architettoniche si ricorda il cortile del Palazzo non finito a Firenze. Determinante la sua influenza per la svolta della pittura fiorentina del Seicento. Dipinse numerose pale d’altare.
Pittore italiano che ha dato volume, spessore e drammaticità ai modelli della tradizione tardobizantina, rappresentò «quasi prima cagione della novazione della pittura» (Vasari, Vite) da Giotto in poi. Ha operato a Roma, Pisa, Assisi e Firenze con mirabili opere in mosaico, affresco e pittura su legno. Scarsi sono i documenti sull’autore e sulla sua opera, della quale si ricordano i numerosi crocifissi; tra questi il Cristo della chiesa di San Domenico ad Arezzo (1265-1268 ca.) e la Crocifissione affrescata nel transetto della basilica superiore di Assisi.
Dal greco kíma, onda, è la parte aggettante di una cornice con funzione di coronamento terminale. Solitamente viene aggiunta alla struttura base della cornice; può assumere fogge diverse: a volute, a fiore, con cartigli, stemmi, figure di animali ecc.
Presso le culture che praticano il rito funerario della cremazione, contenitore destinato a raccogliere e conservare i resti combusti del defunto. Il termine può essere usato come sinonimo di urna (v.), che tuttavia indica più spesso, ma non necessariamente, un contenitore parallelepipedo.
Elemento verticale in pietra omeno comunemente in altro materiale, in genere composto da un fusto, variamente conformato e decorato, e da un bulbo ingrossato da infiggere nel terreno, il cippo può rivestire diverse funzioni: delimitare confini, segnalare distanze, indicare la posizione di una sepoltura e mantenere viva la memoria del defunto (v. anche sema).
Secondo la tradizione ebraica ogni figlio maschio doveva essere sottoposto al rito della circoncisione e a quello dell’imposizione del nome. Nell’iconografia cristiana tardo medievale e moderna, fino al maturo Cinquecento, la scena centrale dell’avvenimento prevede due sacerdoti in abiti rituali, dei quali l’uno tiene in grembo il bambino, che talvolta compare invece tra le braccia della Madre, mentre il se-condo con un coltello in mano si appresta a compiere l’atto della circoncisione. Il rito ha il significato di anticipazione del sangue della Passione.
Indumento originario del Nord della Grecia, che conobbe tuttavia una vasta fortuna anche nelmondo romano, la clamide è un corto mantello di lana, in genere indossato sulla spalla sinistra e fermato sulla spalla destra con una fibula (v.).
Imperatore romano dal 41 al 54 d.C.Zio diCaligola (v.), quando fu acclamato imperatore dai pretoriani nel 41 d.C. Era già piuttosto maturo e non si era distinto particolarmente nella carriera politica, preferendo dedicarsi agli studi storici. Completò la conquista della Britannia; stabilì nuove provincie e promosse riforme dell’amministrazione affidando nuovi incarichi al ceto equestre, ampliò la cittadinanza e dette stimolo all’edilizia pubblica e alla costruzione di infrastrutture. I suoi ultimi anni, segnati da lotte di potere all’interno della famiglia imperiale e dall’influenza della moglie Agrippina, hanno offuscato l’immagine che ce ne hanno trasmesso le fonti.
Pittore, allievo del Cigoli, fu insieme al maestro attivo a Roma, dove studiò il naturalismo caravaggesco. La vivace analiticità propria alle sue scene di genere valse a distinguerlo nell’ambiente mediceo: tra le opere pubbliche fiorentine ricordiamo il solo Michelangelo incornato dalle Arti (1615-1617, Firenze, Museo di Casa Buonarroti)
Materiale da costruzione impiegato in epoca romana come rivestimento per impermeabilizzare pavimenti e muri, costituito da calce mescolata a frantumi di laterizi.
Manoscritto antico composto da più carte rilegate a libro, prima di papiro e poi di pergamena, contrapposto al volumen, cioè all’insieme di fogli avvolti a rotolo. I c. accoglievano spesso ricche decorazioni miniate (v. miniatura). L’uso si diffuse dal i secolo d.C. e perdurò fino all’invenzione della stampa.
Scultore e restauratore attivo a Firenze. Scarse le notizie biografiche sul suo conto: oltre all’intervento, documentato dalla sua firma, sull’Arianna addormentata pervenuta nelle collezioni del Museo Archeologico, si ricorda la sua candidatura per il restauro del gruppo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1875), e la compilazione di una nota indirizzata all’Accademia di Belle Arti con la menzione di sculture da restaurare (1879).
Chiesa che dispone di un capitolo, ovvero di un’assemblea di un ordine o di una congregazione.
Elemento architettonico verticale in genere con funzione portante, ma utilizzabile anche isolato con funzione decorativa o celebrativa, a sezione circolare, formato generalmente da una base, un fusto e un capitello (v.), elemento terminale di raccordo con l’epistilio (v.). Nel mondo classico, le proporzioni e la forma della colonna erano codificati secondo gli ordini architettonici, con tre tipi principali: quella dorica, priva di base e con il fusto scanalato, di proporzioni non snelle, quella ionica, con base modanata talvolta decorata da rilievi, fusto scanalato e slanciato, e quella tuscanica, analoga alla doricama con il fusto liscio. Dal tardo ellenismo si diffusero tipi diversi, di maggior impegno decorativo, come ad esempio la colonna tortile.
Con questo termine latino si indica il trave di colmo del tetto del tipo a due spioventi, che poteva essere coperto alle estremità con elementi in terracotta con la duplice funzione di proteggere il legno e di decorare il triangolo frontonale.
Indica qualsiasi lavoro realizzato mediante l’accostamento di elementi di forme e colori diversi. Se riferito a un lavoro di legname, si dice tarsìa. L’espressione ha trovato largo uso, specialmente a Firenze, tra i secoli XVI e XVII, in riferimento alla tecnica di lavorazione di pietre dure
La Compagnia è stata fondata da Sant’Ignazio di Loyola nel 1534 con lo scopo di esaltare la gloria divina attraverso la perfezione propria e altrui, ottenuta con attraverso esercizi spirituali. Si oppose tenacemente alla riforma luterana. Crebbe di potere in se-no alla Chiesa tanto che fu soppressa nel 1773 da Clemente XIV. Venne quindi ristabilita da Pio VII nel 1814.
Tale iconografia, nella versione più completa, prevede sette figure adunate intorno al corpo di Cristo
deposto. Si tratta infatti di tre uomini (Giovanni Evangelista; Giuseppe d’Arimatea, che regge quasi sempre il lenzuolo usato per deporre il Crocifisso; Nicodemo, raffigurato con un vaso di aromi) e quattro donne (la Madonna, santa Maria Maddalena e le due sorelle della Vergine)
Adoperata già in epoca preistorica come offerta votiva, l’immagine diviene un simbolo pagano di amore. In seguito fu utilizzata stabilmente nell’iconografia religiosa cristiana come simbolo di ogni pellegrinaggio; una valva veniva usata dal pellegrino per raccogliere l’acqua e portarla alla bocca. Le due valve della c. stanno a significare le due vite: quella terrena e quella ultraterrena.
Piccola costruzione in legno, dentro la quale si trova il seggio del confessore e, ai lati, gli inginocchiatoi per i penitenti, i quali comunicano con il sacerdote attraverso una grata
Tra i più noti pittori toscani del Settecento, influenzato dai modi di Sebastiano Ricci e aggiornato sull’esperienza di diverse scuole artistiche, maturò uno stile elegantissimo e brillante, caratterizzato da accese gamme cromatiche. La Madonna col Bambino e i santi Silvestro papa, Paolo e Caterina d’Alessandria (1738), dipinta su commissione dei Rucellai per la chiesa di Sant’Andrea a Montecarlo Valdinievole, è riconosciuta come il suo capolavoro.
Elemento architettonico in muratura posto in determinati punti di un edificio con funzione di sostegno o di bilanciamento dall’esterno della spinta di un arco.
Complesso architettonico proprio degli ordini mendicanti; al contrario dei monasteri, non è dotato di
autonomia all’interno dell’ordine.
Canto liturgico di comunità religiosa; nome dato anche ai codici che contengono i canti corali, cattolici o protestanti, indicati con nomi specifici a seconda del loro uso liturgico. V. anche codice.
Profilo aggettante che articola la superficie degli edifici segnando il bordo di un elemento architettonico (piani, finestre, porte ecc.); il termine indica anche l’elemento impiegato per inquadrare e isolare un soggetto, pittorico o plastico, dall’ambiente circostante; generalmente in legno, stucco o disegnata.
Composta da un corno ovino da cui fuoriesce abbondanza di fiori e frutti, la cornucopia è un attributo di divinità e personificazioni, legate in genere all’idea di fertilità e felicità.
Ornamento per la testa conformato come una cerchiamuraria provvista di torri, attributo, in epoca
ellenistica, di alcune divinità femminili, come ad esempio Cibele (v.).
Si tratta di uno degli episodi finali del processo a Gesù: dopo che Pilato ebbe ordinato la sua
fustigazione, Cristo venne schiaffeggiato e sbeffeggiato dai soldati. Secondo il Vangelo di Marco, i soldati condussero Gesù nel pretorio e qui convocarono la corte. Gesù fu ricoperto con un mantello scarlatto e sul suo capo fu posta una corona di spine. Quindi i soldati cominciarono a schernirlo, salutandolo come «re dei Giudei» e percuotendolo con una canna. Nell’iconografia del tema solitamente Cristo siede sopra una pedana, con il capo coronato di spine, tenendo in mano una canna per scettro. I soldati gli sono intorno, pronti a colpirlo o a inginocchiarsi in atto beffardo di omaggio. Il soggetto si diffuse in modo particolare dal secolo xiv, in seguito al ritrovamento di una presunta reliquia da parte di Luigi ix re di Francia
Piccolo panno quadrato di lino, disteso al centro dell’altare durante e al termine della Comunione o quando si espone il Santissimo Sacramento. V. anche borsa
Il nome indica alcune famiglie di marmorari attivi a Roma e nel Lazio tra la fine dell’XI e la fine del XII secolo come decoratori e architetti. Le loro opere sono caratterizzate da un sistema ornamentale che impiega tasselli di marmi bianchi e colorati, pietre dure, tessere di pasta vitrea e oro, a formare disegni geometrici come decori di elementi architettonici e suppellettili. Le loro produzioni sintetizzano la policromia tipica dei marmorari romani con repertori decorativi (dischi, fasce, riquadri) vicini ai modi bizantini.
Imperatore romano, figlio di Elena (280 ca.-337) succeduto a Massenzio, con l’Editto di Milano (313) accolse ufficialmente la religione cristiana nell’Impero. Nella Vita Constantini lo storico Eusebeio scrive che alla vigilia della battagia contro Massenzio il futuro imperatore vide una croce nel cielo e
udì una voce che diceva: «In hoc signo vinces» (con questo segno vincerai); fece pertanto sostituire con quel simbolo l’aquila romana effigiata sulle insegne dei propri soldati ed ottenne la vittoria. Ricevette il battesimo in punto di morte.
Elemento strutturale portante di una copertura (volta o cupola), costituito da nervature aggettanti sull’intradosso e/o sull’estradosso della copertura, e utilizzato per scaricare il peso delle strutture di sostegno. V. anche volta.
Dal greco criptos (nascosto) e dal latino porticus (portico), è un corridoio o una via di passaggio coperta. Può essere al livello del terrenoma, più spesso, è seminterrato e supporta una struttura come un foro o una villa romana. È spesso ricoperto con volte e presenta aperture sia per l’illuminazione che per l’areazione degli ambienti sotterranei.
Filosofo greco di scuola stoica, della quale fu guida dopo la morte di Cleante, fu autore prolifico soprattutto nel campo della logica, della fisica e dell’etica; dei suoi scritti si sono conservati
solo alcuni titoli e sparsi frammenti in opere di altri autori, ma fu considerato nell’antichità uno dei maggiori esponenti dello stoicismo, che difese dalle posizioni polemiche di epicurei e neoaccademici.
Nome con cui è comunemente designato il quarzo ialino, una varietà incolore di quarzo, in genere
trasparente, simile al vetro. In antico lo si riteneva dotato di poteri magici. Simbolo di purezza e incorruttibilità nella religione cattolica, il cristallo di rocca era impiegato per la realizzazione di reliquiari e oggetti sacrali.
L’iconografia di questo soggetto si afferma a partire dal vii secolo: il Cristo rappresentato a mezzo
busto, con la mano sinistra regge il Libro delle scritture che, in opposizione al rotolo sigillato, simboleggia la Rivelazione di Dio. La mano destra compie il gesto della benedizione; le tre dita unite della mano benedicente simboleggiano la Trinità, mentre le altre due indicano le due nature del Cristo, umana e divina. Consueta è l’espressione severa conferita a Cristo in qualità di giudice.
Con tale denominazione si indica l’immagine iconografica dell’Uomo di dolori, ovvero di Cristo che
mostra le piaghe delle mani, del costato e dei piedi; talvolta ha accanto a sé gli strumenti della Passione. Rappresentazione ispirata dalla tradizione devozionale, l’episodio non è narrato nei Vangeli.
L’iconografia del Cristo P. (dal greco: «Colui che è Signore di tutte le cose») si afferma a partire dal VII secolo, al termine della crisi iconoclasta: rappresentato a mezzo busto, con la mano sinistra regge il Libro delle scritture che, in opposizione al rotolo sigillato, simboleggia la Rivelazione di Dio. La mano destra mostra il gesto della benedizione; le tre dita unite della mano benedicente simboleggiano la Trinità, mentre le altre due indicano le due nature del Cristo, umana e divina. Consueta è l’ espressione severa del Giudice conferita a Cristo.
Formata da due assi, uno verticale e uno orizzontale, che si intersecano fra loro, è divenuta, con o senza il Crocifisso, il simbolo principale del cristiano. C. d’altare: posta su piedistallo e appoggiata all’altare, con Cristo in rilievo. C. astile: sorretta da una lunga asta, è portatile e viene utilizzata per aprire le processioni. Ha due lati figurati: in quello anteriore è solitamente rappresentato il Cristo, in quello posteriore i simboli evangelici
Formata da due assi, verticale e orizzontale, intersecantesi fra loro, la croce è divenuta, con o senza il Crocifisso, il simbolo principale del cristiano. La C. astile, sorretta da una lunga asta, è portatile e viene utilizzata per aprire le processioni. Ha due lati figurati: in quello anteriore è solitamente rappresentato il Cristo, in quello posteriore i simboli evangelici.
Termine impiegato genericamente per denominare una striscia di stoffa che, a seconda delle dimensioni, viene utilizzata per appendere alla croce (banda da croce), per coprire il leggìo (banda coprileggìo); oppure tesa su un’asta per portare in processione (banda processionale); se di colore nero viene usata per i servizi funebri.
Culmine della Passione di Cristo, la sua rappresentazione mostra Gesù inchiodato a una croce
eretta fra altre due, destinate a due ladroni. I quattro Vangeli variano nella descrizione dell’episodio, ma tutti concordano sulla presenza di alcune donne all’accaduto, fra le quali Maria madre di Gesù, Maria madre di san Giacomo minore e Maria Maddalena. Giovanni solo indica la propria presenza alla Crocifissione. La tradizione delle croci dipinte, sul supporto ligneo, nasce nell’Italia centrale del XII secolo; in queste Gesù crocefisso compare nella tipologia del Christus triumphans, cioè come trionfatore sulla morte. Agli inizi del XIII secolo si afferma la tipologia del Cristo morto, la cui iconografia deriva dal Christus patiens d’ispirazione bizantina, ma è debitrice anche dalla coeva predicazione francescana: il Cristo sofferente ha la testa reclinata sulla spalla e gli occhi chiusi, il corpo incurvato in uno spasimo di dolore.
Personalità ignota ai repertori di storia dell’arte. La sua unica opera nota, il marmoreo San Rocco oggi presso il Museo della Collegiata di Empoli (1757), testimonia una cultura classicheggiante di ispirazione neocinquecentesca, tipica dell’ambiente scultoreo fiorentino del secondo Settecento.
Struttura architettonica di copertura, a base circolare o poligonale. L’anello in muratura, che la raccorda all’edificio sottostante, è detto tamburo; alla sommità può aprirsi una piccola edicola, detta lanterna
Figlio del battiloro Taddeo e allievo del pittore Giovanni Battista Naldini, fu tra gli esponenti più rappresentativi della pittura devozionale fiorentina della prima metà del Seicento. L’attività giovanile
dell’autore, della quale ricordiamo la Natività della Vergine (cattedrale di Volterra, 1598), testimonia analogie stilistiche con la pittura fiorentina del Tardo Manierismo per avvicinarsi successivamente ai modi del Cigoli e del Passignano. Fra le numerose opere della maturità ricordiamo la monumentale Assunzione della Vergine eseguita per la pieve di Santa Maria a Dicomano (1613) e la Predica del Battista per la cappella Rondoni in Santa Trinita a Firenze (1649).
Coronamento a forma triangolare di un dipinto su tavola; anche detto di elemento decorativo a forma di appuntito triangolo. V.anche guglia