In un edificio, la struttura esterna che corrisponde a un lato del suo perimetro, in particolare quello anteriore, dov’è situato l’ingresso principale.

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Sedile senza spalliera, con braccioli, spesso imbottito e ornato, riservata alla personalità di più alto grado partecipante a una cerimonia religiosa.

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Imperatrice romana, moglie di Antonino Pio (v.). Il marito la fece proclamare Augusta nel 138 e, dopo la sua morte, fece celebrare in suo onore giochi ed erigere statue. I suoi figli non divennero imperatori, ma Antonino Pio designò a succedergli Marco Aurelio (v.), che aveva sposato sua figlia FaustinaMinore (v.), e Lucio Vero.

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Figlia di Antonino Pio e di Faustina Maggiore (v.), sposò Marco Aurelio (v.), cui dette tredici figli, uno dei quali, Commodo, ruppe la tradizione del principato adottivo succedendo al padre. Ricevette molti onori sia in vita che dopo la morte.

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Tra i massimi esponenti della scuola pittorica piemontese del xvi secolo, interpreta e fonde con uno stile personalissimo i tratti leonardeschi della pittura lombarda e le correnti rinascimentali dell’Italia centrale. Fu attivo a Vercelli, Arona, Novara, Saronno, Como, Bergamo e, in particolar modo, a Varallo, dove realizzò numerose opere, tra le quali si ricordano gli affreschi della chiesa di Santa Maria delle Grazie, nei quali sono raffigurate ventuno scene della vita e della Passione di Cristo (1513); la decorazione dell’interno della chiesa di San Cristoforo (1529) e gli affreschi e le statue di alcune cappelle del Sacro Monte: agli anni 1520-1526 risalgono la Crocifissione e l’Adorazione dei pastori e dei magi nella cappella della Natività.

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Figlio di un orefice di Imola, pittore e frescante, insieme ad Alessandro Gherardini e Giovanni Camillo Sagrestani fu protagonista del Rococò in Toscana. La sua opera muove da iniziali modi estroversi e bizzarri e approda a un classicismo spiritoso e lieve, espresso con forme tondeggianti, nei colori caldi e chiari della tradizione emiliana, appresa dal bolognese Giuseppe Maria Crespi. Dell’autore si ricorda la decorazione della chiesa dei santi Prospero e Filippo a Pistoia (1731-1746) e le molte pale d’altare sparse per tutto il territorio toscano.

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Motivo decorativo che consiste in una fascia di fiori, frutti e foglie, sospesa per i due capi. Apparso nell’arte greca (III secolo a.C.), fu poi largamente impiegato nell’arte romana e nel Rinascimento

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Accessorio del vestiario antico, diffuso sin dall’età del Bronzo e fino alla fine della classicità, corrispondente all’odierna spilla di sicurezza e composta da un arco, da unamolla, dall’ago vero e proprio e da una staffa per assicurarlo. Nel corso dei millenni, ha subito una continua evoluzione, che ha interessato la forma, la decorazione – soprattutto dell’arco – ed i materiali in cui venne prodotta – bronzo, ferro, argento, oro, con parti in ambra, corallo, pietre dure, smalto.

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Allievo di Bilivert e documentato nella sua bottega nel 1629, fu tra i pittori fiorentini dediti alla pittura di soggetti naturalistici. Dipinse anche soggetti sacri, nei quali ricorrono atmosfere cupe e forti contrasti coloristici di influenza caravaggesca, tendenza di gusto della quale l’artista è considerato uno dei più rappresentativi ed espressivi esponenti. Fu anche noto ritrattista. Dell’autore ricordiamo Angelica e Medoro (1634, Firenze, depositi di Palazzo Pitti) e gli affreschi nelle volte delle due prime campate nella Certosa del Galluzzo a Firenze

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Attivo a Roma come scultore, quindi a Milano in qualità di architetto, a Firenze fu probabilmente allievo di Ghiberti. Interessato a un recupero critico della tradizione medioevale e diffusore del nuovo credo rinascimentale, fece confluire questi due propositi in unTrattato di architettura, nel quale formulò, per primo, l’utopia urbanistica e sociologica di una città ideale, fondata sull’antico, modernamente inteso. Dell’autore si ricordano la porta bronzea di San Pietro a Roma (1433-1445) e il modello ligneo per il tiburio del Duomo di Milano, fabbrica della quale fu anche ingegnere (1451­1454).

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Tecnica impiegata nella costruzione di muri che prevede la disposizione regolare in filari (o filaretti) di mattoni o conci di pietra.

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Antichissima tecnica di oreficeria eseguita con sottilissimi fili e nastri di oro o argento che intrecciati e saldati insieme formano raffinate trame arabescate o a fogliami.

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La parte estrema del taglio (v.), detta anche pelo. Si definisce filo vivo quando è tagliente e sodo, filo morto quando si presenta troppo assottigliato e risulta cedevole durante l’operazione di taglio.

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Tipo monumentale di finestra usato esclusivamente al pian terreno, dove il davanzale poggia su duemensole a voluta che assomigliano a due “gambe” dal ginocchio in giù, da cui il nome.

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Insieme strutturato di oggetti eleganti o preziosi che formano una decorazione.

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Pittore che palesa, attraverso la sua opera, un colorito eclettismo influenzato dalla maniera di Benozzo Gozzoli e Domenico Veneziano; ricevette numerose commissioni nel territorio di Empoli; lavorò anche per Santa Maria in Canonica a Colle Val d’Elsa ed eseguì alcuni affreschi presso la Collegiata di San Gimignano. Si rivela artista gradevole e reazionario che risponde ai gusti di una committenza tradizionalista. L’iperbole decorativa che connota gran parte della sua produzione rimane sempre contenuta da una esecuzione pulita e da schemi compositivi antiquati.

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La Flagellazione identifica un preciso momento della Passione di Cristo, descritto in tutti i Vangeli canonici. Dopo che Ponzio Pilato ebbe ordinato la pubblica fustigazione di Gesù, questi venne spogliato della tunica bianca e coperto solo da un perizoma, legato a una colonna e battuto con verghe. Il tema iconografico, detto anche Cristo alla colonna, ebbe larga diffusione a partire dal Rinascimento, anche in immagini isolate destinate alla devozione privata. Gli sgherri sono solitamente rappresentati come tipi umani di estrema ferocia e crudeltà mentre l’immagine di Cristo è in pose che ne esaltano la statuaria bellezza; la testa coronata di spine, china in dignitosa sopportazione, prefigura la Crocifissione.

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Inviato da Cosimo III de’ Medici a Roma, con l’incarico di copiare le statue antiche, l’artista si inserisce nell’ambiente del barocco romano; a Firenze esegue opere di scultura e architettura, tra le quali ricordiamo, solo quali esempi, i Rilievi con Storie di sant’Andrea Corsini, alla Chiesa del Carmine, e Palazzo Viviani della Robbia.

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Vasca contenente l’acqua battesimale benedetta

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Spazio pubblico a cielo aperto, caratteristico delle città di fondazione romana, in cui si concentravano le funzioni amministrative, politiche e commerciali.

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Pittore attivo a Siena, forse di origine francese. Di lui sono noti alcuni Miracoli di santi benedettini nella sagrestia di San Domenico a Siena e due Glorie di Angeli nella sagrestia del duomo della stessa città

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 Pittore poco noto, fu iscritto all’Accademia di San Luca, tranne alcune interruzioni, dal 1598 al 1629. Le poche opere firmate hanno permesso di ampliare il corpus ancora esiguo dell’autore. Formatosi sui modi del Cigoli, nelle opere mature palesa l’influenza anche di Cristofano Allori e Matteo Rosselli. Dell’autore si ricordano la pala d’altare con Sant’Antonio mostra il Cingolo di Maria, nel Duomo di Prato (1608) e l’Assunzione di Maria tra i santi Francesco e Carlo nella chiesa di Santa Maria a Tor-re (Montespertoli), firmata e datata 1614.

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Coronamento triangolare della facciata di un edificio, con tetto a due spioventi, usato anche per porte, finestre, nicchie, edicole.

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Grosso staccio per separare la farina dalla crusca.

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L’episodio, raccontato concisamente nel Vangelo di Matteo e nei Vangeli apocrifi, vuole che un angelo sia apparso in sogno a Giuseppe, padre putativo di Gesù, esortandolo a fuggire da Israele poiché Erode, re della Giudea, cercava il Bambino per ucciderlo. Giuseppe si alzò quindi durante la notte e insieme a Maria e Gesù raggiunse l’Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode. In un secondo sogno l’angelo avrebbe detto a Giuseppe di tornare nella terra di Israele e, in una nuova visione, di raggiungere Nazaret, nella Galilea. Secondo la rappresentazione più comune la Vergine con il Bambino è sopra un asinello, guidato da Giuseppe.

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 V. Morte della Vergine.

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Tecnica di lavorazione del tessuto, a fini decorativi, che subentra a quella della “sfilatura”: contrariamente a que-st’ultima, che consiste nello sfilare il tessuto per dargli movimento e renderlo più trasparente, la lavorazione del merletto, o trina, a f. viene eseguita interamente ad ago, senza più la base del tessuto. Nata prima del Rinascimento e raggiunti valori di vertice a Venezia, tale tecnica si diffonde in tutta la penisola italiana e il fusello assume fisionomia e nome differenti in ogni regione.

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È il processo per ottenere sculture o rilievi mediante una colata di metallo fuso in uno stampo, ma comporta sempre una fase successiva di rifinitura, con cesello o altri strumenti. Si distingue una “fusione a pieno”, quando lo stampo è aperto e il metallo liquido lo riempie completamente, e una “fusione in cavo”, che si avvale di forme chiuse e richiede uno spessore molto sottile del metallo.

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