Edicola chiusa da uno sportello, posta sull’altare, in cui è conservata la pisside. Si intende anche una nicchia o una piccola cappella, posta lungo una strada o inserita nello spessore di un muro, contenente un!immagine sacra.
Tipologia base di tessuto, chiamato tela se è in lino, lana o cotone. Si ottiene dall’intreccio, mediante telaio, di una serie di fili paralleli e mantenuti in tensione (ordito), con un’altra serie di fili trasversali (trama) v. anche tessuto.
Piccolo astuccio destinato a custodire una reliquia oppure l’ostia consacrata da portare ai fedeli ammalati o infermi, o ancora scatoletta metallica dove si conserva la lunetta dell’ostensorio (v.)
Costituisce una delle superfici più usate per la pittura ad olio; di lino o di canapa, talvolta anche in cotone, juta, seta o altre fibre; la sua tipologia varia di grossezza e intreccio a seconda delle epoche, dei luoghi e delle esigenze espressive. Prima incollata su tavola, in seguito fu tesa su telaio per favorire il trasporto dei dipinti; quest’ultimo utilizzo si diffonde dalla seconda metà del xv secolo, sostituendosi definitivamente a quello su tavola a partire dal xvii secolo. Il termine indica anche l’opera pittorica eseguita su tela.
Nell’arte della tessitura è il congegno che serve ad intrecciare i fili dell’ordito con quelli della trama. Si intende anche l’inquadratura, in genere lignea, sulla quale viene tesa la tela per dipingere.
Tecnica di pittura che prevede di sciogliere i colori in acqua e di usare come legante con il supporto, adeguatamente preparato con l’imprimitura, sostanze organiche agglutinanti non oliose, quali emulsione di uovo, latte, lattice di fico, gomma, cera. Il supporto può variare dalla pietra al metallo alla carta, ma è solitamente legno di pioppo. Comparsa in Europa alla fine del XII secolo, conosce grande diffusione fino all’avvento della pittura a olio (v.).
Struttura architettonica solitamente a pianta centrale e copertura a cupola. Per estensione, ogni tipologia che ripropone tale struttura
Benda sottile di cui è rappresentato cinto il capo di particolari personaggi, fra cui poeti, vincitori di agoni, sacerdoti.
Manufatto ottenuto da un impasto di argilla modellata a mano, al tornio o a stampo e quindi cotta al sole o in forni ad alta temperatura. Sulla superficie dell’oggetto, decorato con colori a base di ossidi metallici, viene poi applicato un rivestimento vetroso che lo rende impermeabile e lucente.
Tecnica ed arte che consiste nell’intreccio di una serie di fili chiamati ordito e mantenuti paralleli e in tensione, con un’altra serie che vi si inserisce trasversalmente, chiamata trama, ottenuto mediante il telaio. I tessuti si dicono uniti quando l’intreccio non presenta disegni speciali, opera-ti in caso contrario. Si distinguono tre tipi base di tessuto: la tela o taffetas, con 2 fili di ordito e 2 di trama, con uguale effetto al diritto e al rovescio; la saia, che sortisce un effetto diagonale inclinato a destra o sinistra; il raso (o satin): a seconda che sia più evidente l’ordito o la trama, si hanno rasi ad effetto di ordito o rasi ad effetto di trama.
In greco ‘cupola’, il termine indica generalmente, nel linguaggio archeologico, una particolare tipologia di edificio funerario, con camera a pianta centrale coperta a falsa cupola con blocchi di pietra progressivamente aggettanti, a cui si accede mediante un dromos (v.), e coperta
da un tumulo (v.).
(Roma 42 a.C.-Miseno 37 d.C.) Imperatore romano dal 14 al 37 d.C. Figlio di Livia (v.), si distinse sul campo militare in campagne in Oriente e in Germania e, dopo lamorte dei nipoti di Augusto (v.), Gaio e Lucio, fu adottato dall’imperatore, cui successe dopo la sua morte. Inviso all’aristocrazia senatoria, di cui furono espressione i maggiori storici dell’epoca, come Tacito e Svetonio, ci è stato tramandato con un’immagine sostanzialmente distorta, che non tiene conto delle sue capacità come comandante militare e come amministratore.
Struttura muraria cilindrica o poligonale, sormontata da un tetto piramidale spesso sovrastato da una lanterna, che serve da copertura della cupola nelle chiese principalmente bizantine, romaniche e gotiche.
(attivo tra il 370 e il 350 a.C.) Scultore, collaborò alla realizzazione della decorazione del tempio di Asclepio (v.) a Epidauro e forse del Mausoleo (v.) di Alicarnasso.
Terminazione architettonica a coronamento di un prospetto, generalmente a forma triangolare, liscia o, più spesso, decorata a rilievo, delimitata dagli spioventi del tetto e dalla parte superiore del prospetto che viene a costituire la base del triangolo.
Il racconto biblico ambientato nel vii secolo a.C. in Assiria, vuole che l’arcangelo Raffaele incontri Tobia, altrimenti detto Tobiolo, figlio di Tobi che era rimasto cieco, mentre è in viaggio per recuperare il denaro paterno. Incitato da Raffaele, Tobiolo riuscì ad afferrare il pesce che cercava di morderlo, mentre si bagnava nel fiume Tigri, e dal cuore, fegato e fiele strappati all’animale ricavò i rimedi contro i demoni e le malattie oculari. Il racconto prosegue con l’incontro con Sara.
Immatricolato come orefice a Firenze nel 1672, è stato possibile identificarne il marchio, raffigurante un’ape, poiché le date di donazione degli argenti recanti tale simbolo corrispondevano agli anni nei quali ha ricoperto la carica di saggiatore (1712-1713).
Abito caratteristico del cittadino romano, composto da un tessuto di forma semicircolare, che si portava appoggiato sulla spalla sinistra e avvolto intorno al corpo con due giri, uno aderente e uno panneggiato inmodomorbido. In genere bianca, poteva essere orlata o decorata in base allo status di chi la indossava.
Rimane ancora da precisare la biografia del frate francescano che fu storiografo e osservante dell’Ordine. Non è infatti certa la sua appartenenza ad una ricca famiglia fiorentina, né confermata da fonti certe la sua permanenza nell’isola di Creta, in Dalmazia, Croazia, Bosnia, Chio, Candia e in tutti i luoghi santi di Terrasanta. Risultata invece come guardiano nel 1509 nel convento fiorentino di San Salvatore al Monte, e presente, a più riprese, a San Vivaldo dal 1513 al 1516 e nel periodo compreso dal 1523 al 1529. Successore di fra Cherubino, fu tuttavia probabilmente a San Vivaldo già prima del 1506. Al frate si deve non solo il progetto delle cappelle del complesso di San Vivaldo ma il prolungato impegno necessario per fare richiesta presso la Santa Sede per la costituzione del complesso sanvivaldese.
Sopravveste liturgica del suddiacono, indossata nelle solennità. Il tessuto e la forma sono uguali a quelli della dalmatica del diacono, da cui si distingue per la minore ampiezza, le maniche più strette e l’assenza dei clavi (le due strisce di porpora verticali). Tornitura Processo di arrotondamento e levigazione di una superficie comprensivo dell’asportazione dei trucioli prodotti da tale lavorazione. La t. del legno, in particolare, è eseguita da un ferro che incide e scanala un pezzo di legno, che ruota velocemente sul proprio asse. In uso fin dal XVI secolo per la lavorazione di pezzi cilindrici, conici e sferici, a differenza del tornio per ceramica, quello per legno è costruito in modo che il legno rimanga orizzontale.
Collare o girocollo in metallo attorto – da cui deriva il nome – tipico delle popolazioni celtiche e successivamente diffuso anche fra i romani.
In architettura, insieme degli elementi orizzontali sostenuti da colonne e pilastri, formata, negli ordini architettonici classici, da architrave (v.), fregio e cornice.
Strumento sonoro usato in passato nelle cerimonie religiose della Settimana Santa in sostituzione delle campane. Lo sfregamento del cilindro dentato, collegato alla manovella, su lamelle metalliche, produce suoni secchi e assordanti.
Tecnica artistica che consente di ottenere un disegno forando e ritagliando una superficie in metallo, legno, avorio o altro materiale, in modo da far emergere la figura o il motivo decorativo desiderato eliminando il fondo ad esso circostante.
Imperatore romano dal 98 al 117 d.C. Di famiglia senatoria della Betica, in Spagna, fu adottato da Nerva e divenne dopo la sua morte il primo imperatore di provenienza provinciale. Il suo regno vide il raggiungimento della massima espansione territoriale dell’Impero romano, con la conquista della Dacia, celebrata nei rilievi (v.) della Colonna Traiana, dell’Armenia, della Mesopotamia e dell’Assiria. Dal punto di vista della politica interna, si distinse per l’ottima amministrazione dello stato, tanto da essere celebrato come optimus princeps nella tradizione letteraria.
Navata trasversale che interseca il corpo longitudinale della chiesa, di cui ha la stessa altezza, dando all’edificio forma a croce; può essere a più navate.
Strumento per la lavorazione della pietra, che utilizza il moto rotatorio di una punta per la realizzazione non solo di fori circolari, ma anche di solchi lineari.
Roccia sedimentaria calcarea, di colore variabile dal bianco avorio al giallo, spesso con venature di tonalità più scura, dalla superficie piuttosto porosa, utilizzato in architettura sia per strutture portanti che per rivestimenti.
Scultore, si formò nella bottega di Andrea Sansovino, ma fu influenzato anche dall’opera di Michelangelo. Attivo a Roma, dove lavorò al monumento funebre di Adriano VI, a Bologna, nella basilica di San Petronio, ma soprattutto a Firenze. Dopo il 1537 fu infatti al servizio di Alessandro e Cosimo de’Medici, per cui progettò e realizzò giardini e fontane per le ville di Castello e della Petraia ed intervenne nella sistemazione del giardino di Boboli.Nonmeno importante, anche se per noi inafferrabile, il suo contributo nell’apprestamento degli apparati, per loro natura effimeri, in occasione di importanti eventi legati alla dinastia medicea, come le nozze di Alessandro con Margherita d’Austria e quelle di Cosimo con Eleonora da Toledo.
Elemento architettonico e decorativo quadrangolare, con altezza doppia della larghezza, sporgente e scanalato da tre glifi, incisioni ornamentali verticali.
Detto di forma costituita da tre lobi, ovvero di settori di cerchio disposti in varie tipologie decorative di oggetti o elementi architettonici quali gli archi.
L’Ordine dei Trinitari, o della Santissima Trinità, fu fondato da san Giovanni di Matha (1160-1213) e da san Felice di Valois (1127-1212), a Cerfroid (Meaux), e approvato da papa Innocenzo III nel 1198, con lo scopo di riscattare i cristiani fatti schiavi dai musulmani. L’Ordine declinò rapidamente dopo aver raggiunto grande splendore nel XV secolo. Nel 1578 papa Gregorio xiii approvò la riforma per riportare l’Ordine all’austerità primitiva: i Trinitari si divisero così nelle due Famiglie degli Scalzi (riformati) e dei Calzati. Nel 1609 diventò ordine mendicante, e dopo aver subito i colpi della Riforma Protestante e della Rivoluzione Francese, rifiorì solo sul finire del XIX secolo. Oggi è
dedito all’apostolato fra i fedeli.
Mistero della religione cristiana contenuto nel Nuovo Testamento e sviluppato nei concili ecumenici dei primi secoli, che vuole la natura unica e triplice di Dio. Di antica origine è l’occhio al centro di un triangolo, ma, a partire dal Trecento, la Trinità trova la sua formulazione più comune, in seguito l’unica accettata dalla Chiesa, nel Padre, rappresentato vecchio, canuto e barbuto che ha davanti a sé il Crocifisso, sovrastato dalla colomba dello Spirito Santo dalla quale promanano raggi luminosi.
Dal francese, letteralmente “inganna l’occhio”, tecnica pittorica che cerca di dare l’illusione della realtà, in particolare della profondità, attraverso l’uso sapiente delle tecniche della prospettiva.
In senso stretto, accumulo di terreno posto sopra una sepoltura. Si designa tuttavia per traslato con questo termine una particolare struttura architettonica a destinazione funeraria, a pianta circolare, caratterizzata in genere da una parte ipogea, in cui trova sepoltura il defunto con il suo corredo, e da una parte elevata, spesso in forme monumentali, ricoperta di terra.
Suppellettile sacra, spesso preziosamente argentata, formata da una coppa con coperchio, sollevabile mediante tre catenelle, che contiene un piccolo braciere (navicella), nel quale vengono fatti bruciare grani di incenso.