Tra le collezioni del Museo d'Arte Sacra di Fucecchio, il settore dei tessuti si distingue per varietà e ricchezza, consentendo un interessante excursus su stili e tecniche di manifatture tessili nei secoli XVII e XVIII. La manifattura fiorentina è rappresentata da diversi esemplari.
La pianeta in velluto cesellato su teletta d'argento dela collegiata di San Giovanni Battista ripropone - anche se con una variante che sostituisce alla pigna un frutto di mora - il classico motivo quattrocentesco del fiore di cardo che, inserito in una maglia ogivale, si diffuse con grande successo nel Cinquecento in Toscana. La fortuna di tale motivo, eseguito con tecniche diverse anche nel secolo successivo, è stata riproposta persino da un revival ottocentesco. Ampiamente diffusi in tutta l'area fiorentina nella seconda metà del Seicento con i brocatelli a motivi di fiorami gialli e rossi della pianeta e del piviale, mentre l'uso del damasco rosso si protrae lungo l'arco dei secoli XVII e del secolo XVIII, secolo al quale appartengono anche taffetas ricamati, secondo una tecnica tipicamente fiorentina. Di estremo interesse sono i tessuti di manifattura italiana, che si confrontano bene con quella francese in una serie di richiami e riprese che in alcuni casi lasciano dubbi sull'effettivo luogo di esecuzione. La produzione tessile francese, protetta grazie alla politica economica del ministro Colbert, ebbe il suo centro più importante a Lione sia per la professionalità delle sue maestranze, sia per la tecnologia. Le stoffe lionesi ben presto invasero i mercati occidentali e dovunque furono imitate.
Rosanna Caterina Proto Pisani
in, Museo di Fucecchio Guida alla visita del Museo e alla scoperta del Territorio, a cura di Rosanna Caterina Proto Pisani, Polistampa 2006, cm 14x21, pp. 280, ill. col., br.,
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